venerdì 23 maggio 2008

PROTESI PENIENA ?!?....certamente SI !!!


Insieme alla diffusione delle nuove pillole aumenta anche la richiesta delle protesi peniene: 410 nel 2001, 510 nel 2002, 400 solo nel primo semestre del 2003.
Un mercato sicuramente irrisorio rispetto a quello globale dei prodotti dell'impotenza che, in Italia, secondo dati IMS HEALTH, nel 2002 ha raggiunto 1.929.668 pezzi venduti con un guadagno di 52.840.124 di euro, ma che lentamente, man mano che vengono “abbattute” resistenze e pregiudizi e superate difficoltà economiche, si va comunque affermando.

Nel corso del 6° Congresso di Chirurgia dei Genitali Maschili, che si è svolto a Torino, è stata presentata una nuova protesi peniena: la AMS CX 700 con Inibizione.

Si tratta di una protesi a volume variabile, per certi aspetti “rivoluzionaria”, in quanto oltre ad assicurare uno stato di completa flaccidità e rigidità peniena, consente un lento rilascio di antibiotici come minociclina e rifampicina, che le rende particolarmente efficaci nella profilassi delle complicanze infettive postoperatorie.

La concentrazione maggiore di antibiotici si ottiene verso l'ottavo giorno ed è assicurata complessivamente per 28, periodo in cui è maggiore il pericolo delle infezioni. La chirurgia e i progressi tecnologici oggi sono in grado di rendere possibile l'erezione quando la terapia farmacologia è inefficace, mettendo a disposizione dell'urologo protesi idrauliche estremamente sofisticate, ben diverse da quella che impiantate anni or sono.

Le protesi assicurano una piena soddisfazione sessuale della coppia in quanto a desiderio, eccitazione, sensibilità ed eiaculazione rimangono inalterate.

La loro azione è quindi esclusivamente meccanica e, proprio per questo, l'attività sessuale, quando si desidera, può continuare anche dopo l'orgasmo.

Peccato però che in Italia le protesi siano condizionate dalla devolution sanitaria e rimangano solo un privilegio per pochi: infatti solo 38 su 335 reparti di urologia, cioè l'11%, sono in grado assicurare l'impianto dispensato dalla ASL.

Il sottoscritto, per il momento, riesce ancora a fornire agli utenti la gratuità totale dell'impianto protesico.

In tutti gli altri casi il paziente deve rivolgersi alla struttura privata o acquistare le protesi direttamente dalla ditta fornitrice per poi impiantarle, previa autorizzazione della ASL stessa, in ospedale.

Le protesi peniene sono indicate quando la risposta ai farmaci orali o alle punture intracavernose, è risultata inefficace.

Piace anche agli obesi l'aumento delle dimensioni del pene.
Oltre al colesterolo, all'ipertensione, alle difficoltà respiratoria ora anche la inadeguatezza delle dimensioni dei propri genitali.
Sono loro, gli obesi, che ultimamente si rivolgono di più all'uroandrologo chiedendo un aumento delle dimensioni del pene.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di micropeni, ma di organi genitali nascosti dal tessuto adiposo del pube e dell'addome.

FITNESS e BENESSERE


Fitness e benessere

Prestazioni che non interferiscono

Il tema è da sempre controverso: sport e sesso sono incompatibili? Sull’annosa questione dibattono da anni molti esperti di settore che in gran parte, almeno fino agli anni recenti, hanno considerato le due “pratiche” incompatibili, per lo meno sotto il profilo del dispendio energetico.
Sarà vero?
Se ne è occupato un pezzo del New York Times arrivando a concludere che il sesso non limita la performance sportiva. Anzi.

Come salire le scale di corsa

Le discussioni non sono cominciate oggi, anzi pare addirittura che Plinio il Vecchio sia stato il primo a stabilire un legame con valenze positive: “Gli atleti se poco reattivi dovrebbero rivitalizzarsi facendo l’amore,” sentenziò nel 77 A.C.

Una visione moderna che a distanza di un secolo è andata in gran parte dispersa, perché, come hanno sempre sostenuto medici sportivi, l’attività sessuale comporterebbe un eccessivo dispendio energetico.
Vero?
Beh verrebbe da dire che, per esempio, ai calciatori non sembra importare un granché, almeno a giudicare dalla fama di playboy incalliti che ormai precede quella di goleador, ma anche dal punto di vista fisico, come sostenuto in un recente meeting di medici sportivi che ha riabilitato l’attività sessuale, sembrerebbe una teoria da smentire.

Per ogni atto sessuale, infatti, si calcola una spesa energetica contenuta tra le 150 e le 300 calorie pari qualche rampa di scale salite di corsa. Un dispendio, perciò, tranquillamente compensato da una buona dormita di almeno otto ore.
Tutt’al più il problema potrebbe essere di natura emotiva, tenuto conto del coinvolgimento emozionale, ma di sicuro è altrettanto pesante dal punto di vista emotivo la “repressione” del desiderio.

Perciò sesso sì, preferibilmente nell’ambito di una relazione di coppia stabile e serena.
A ulteriore conferma poi vengono recenti ricerche citate dal New York Times. Che cosa dicono?

Cosa dicono gli studi
Di studi scientifici in realtà, specificano gli statunitensi, ad oggi ce ne è stato solo uno degno di nota, condotto nel 1995 all’università del Minnesota.

Si è trattato di misurare la performance atletica in 11 uomini dopo che avevano avuto un rapporto la notte precedente e un altro giorno dopo che si erano astenuti.
La misurazione è stata effettuata tramite il test del tapis roulant, una misurazione di routine della performance atletica.
Ebbene ciascun soggetto ha evidenziato un picco di prestazione in entrambi i giorni, chiaro segnale della mancata interferenza della prestazione sessuale.
Un gruppo di scienziati italiani, inoltre, nel 1999 ha riscontrato che i livelli di testosterone maschili crescono di pari passo con l’attività sessuale, conferendo così, concludono i ricercatori un maggior tasso di aggressività che può avere adeguato sfogo nella prestazione sportiva.
Non solo.

Un’altra ricerca inglese ha concluso, sconvolgendo convinzioni radicate da decenni, che per migliorare notevolmente le proprie prestazioni nella maratona sia utile fare l’amore la notte prima della corsa.
Le conclusioni sono evidenti.
Del resto vorrà pur dire qualcosa se un famoso giocatore come Ronaldo ha di recente dichiarato alla stampa: “Gioco meglio quando faccio sesso”. E se lo dice lui.

Fonte
New York Times